a Suor Dolores fu affidata la direzione .....
Ma nel 1961 la Superiora Suor Aurora, vero cardine del
piccolo Convento, venne a mancare. |
Iniziò così un continuo pellegrinaggio di persone che chiedevano di tutto: preghiere, consigli, aiuti di ogni genere. Nella piccola comunità c'erano, oltre ai bimbi dell'asilo, le ragazze che desideravano imparare il taglio, il cucito, ed i lavori a maglia ed allora l'ing. Rosolia, costruttore della Casa, procurò alle suore, come primo lavoro, la revisione delle trame di uno stock di tessuti. Suor Dolores era sempre più presa dalla sua grande missione, aiutare tutti coloro che erano sofferenti, e per loro si spendeva dando tutta se stessa. Quando Lei assicurava che avrebbe pregato la Madonna, si poteva esser certi che la grazia richiesta andava in porto perché Suor Dolores si offriva vittima per quella causa. I digiuni erano così frequenti che a volte si doveva far intervenire il medico. Già sempre il mangiare per Lei era un optional e non si capiva come potesse avere la forza di camminare e parlare. N egli ultimi tempi di vita terrena a volte non riusciva neppure ad ingoiare, tanto da far pensare ad una anoressia. Eppure tutte le sue facoltà fisiche e mentali erano intatte. Oltre ai continui digiuni che s'imponeva per aiutare gli altri, il suo fisico era logorato dalle continue estasi. Ogni persona che andava da Lei era carica di dolori e problemi che venivano addossati su Suor Dolores, che con infinita carità cercava di alleviare imponendosi le più dolorose rinunce. Ognuno quando usciva si sentiva liberato dal suo fardello, come se ritornasse alla vita, e Lei guardava felice e materna la sua creatura ormai liberata senza dar peso a tutto quello che sarebbe toccato a Lei in preghiere e penitenze, ma piena di gioia per aver dato tanto sostegno al sofferente. Estratto da Suor Dolores Dono di Dio (Edizioni Segno) |